NEW Il termine per la presentazione delle domande è prorogato al 1 dicembre 2008.
Master in Project Management e Gestione dell’Innovazione (2009 - sesta edizione)
con indirizzi: 1 - Industriale 2 - Servizi L’innovazione e la gestione di progetti innovativi sono essenziali per la competitività in particolar modo delle piccole e medie imprese. D’altro canto si accentua la rilevanza dei servizi nelle economie dei paesi evoluti. Le imprese industriali sono impegnate ad accompagnare il prodotto con servizi al cliente più raffinati e completi e si sviluppa il terziario avanzato con servizi di logistica, distribuzione, telefonia, media, finanza e assicurazioni. Aumenta anche la produzione di beni immateriali come il software la cui realizzazione è corredata da molti elementi di servizio.In questo contesto è molto rilevante lo sviluppo e l’utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) a supporto dell'erogazione di servizi. Il Master in Project Management e Gestione dell'Innovazione giunge nel 2009 alla sesta edizione. Le passate edizioni del master hanno dimostrato l’apprezzamento per la disciplina del Project Management che consente di acquisire un valido insieme di metodologie organizzative e di management applicabili in una pluralità di contesti operativi. Anche la parte di gestione dell’innovazione ha riscosso apprezzamenti unanimi per la sua caratterizzazione molto operativa ricca di strumenti concettuali e pratici ed il contatto con realtà aziendali si rilievo. L’edizione 2009 è caratterizzata dall’attivazione di due indirizzi: uno per persone interessate alla gestione di progetti in imprese industriali ed uno per persone inserite in imprese ed enti le cui attività sono in prevalenza nell’ambito dei servizi. Con questo Master l’Università degli Studi di Padova raccoglie le esigenze del mercato per formare le donne e gli uomini che contribuiranno alla crescita del nostro territorio sempre vivo e disponibile all’innovazione. GESTIRE L’INNOVAZIONE Al via la quinta edizione del Master in Gestione dell’innovazione e project management, che si arricchisce di nuove tematiche, nuovi docenti e nuove collaborazioni fra le imprese. Ne parliamo con il direttore Prof. Moreno Muffatto di Stefano Vietina gennaio 2008 Il Master in Gestione dell’Innovazione e Project Management giunge alla quinta edizione: come valuta finora questa esperienza? In effetti, arrivati alla quinta edizione si possono fare alcune riflessioni e tirare qualche somma. Innanzitutto direi che, per loro stessa ammissione, è stata un’esperienza molto positiva per i partecipanti, circa 120 nei quattro anni precedenti. Abbiamo avuto modo di sondare il gradimento e gli effetti sulle loro attività lavorative, e le risultanze sono positive in entrambi i casi. Questo ci incoraggia a continuare nel nostro progetto e, ove possibile, a migliorare. Il Master si è arricchito nel tempo di nuovi temi, nuovi docenti e nuove imprese che collaborano, quindi si può dire che sia in decisa crescita. Inoltre, anche con il sostegno di vari enti ed associazioni, poniamo una maggiore attenzione alla fase di presentazione del nostro corso, per raggiungere un più ampio numero di imprese e di possibili studenti.
Prof. Muffatto, perché avete pensato di mettere insieme in questo corso gestione dell’innovazione e project management? Il project management è una disciplina abbastanza consolidata, anche se non mancano le evoluzioni anche in questo campo. Nelle imprese, specie medio piccole, c’è una forte esigenza di crescita sul piano delle metodologie di gestione e il project management va sicuramente in questa direzione. La gestione dell’innovazione, intesa soprattutto come gestione dei processi di innovazione, e quindi principalmente sviluppo del prodotto o del servizio, è un’altra area che richiede formalizzazione e supporto metodologico. Inoltre l’innovazione si gestisce attraverso progetti e quindi i due campi si integrano molto bene.
Quali sono le motivazioni che possono spingere a frequentare il Master? Il Master si inserisce nel contesto della formazione continua. I nostri allievi hanno generalmente almeno due o tre anni di esperienza di lavoro e quindi sono in grado di apprezzare meglio i contenuti di questo corso. Gli studenti che abbiamo avuto sinora, ad esempio, hanno dimostrato di gradire molto l’opportunità di unire all’esperienza lavorativa la possibilità di immergersi, quasi ogni week-end, in un ambiente in cui si apprendono nuove metodologie e nuovi concetti. Direi che il bagaglio di apprendimento che mettiamo a disposizione dei partecipanti si può collocare su tre livelli. Il primo è sicuramente quello dell’expertise: al Master si acquisiscono strumenti e metodologie gestionali di vasta applicazione e quindi utilizzabili in molti contesti aziendali. Non va poi sottovalutato il valore dell’apertura mentale che si acquisisce nell’affrontare alcune tematiche, specie con riferimento ai processi di innovazione che spesso nelle imprese sono ancora in secondo piano. Il terzo elemento di valore risiede nell’esperienza di relazione con colleghi di diversa estrazione, sia universitaria che aziendale. Un’esperienza che arricchisce anche sul piano personale. Che tipo di laureati frequenta questo master? Il master è aperto a tutte le lauree, ma i partecipanti hanno in prevalenza una laurea tecnica (ingegneria al 50-60%) o scientifica (20-30%). Seguono lauree in economia, ed altre discipline, anche umanistiche.
Chi sono i docenti? Abbiamo puntato molto sull’esperienza, sia per i docenti di provenienza interna, ovvero universitaria, che per quelli esterni, che sono tutti manager, imprenditori, o ex manager. I docenti esterni coprono circa il 50% delle ore di lezione. Lo scopo è di dare ai partecipanti un contributo di esperienza reale. Inoltre anche i docenti esterni hanno esperienza didattica e questo contribuisce a migliorare il rapporto con l’aula.
Quali metodologie didattiche utilizzate? Oltre alle tradizionali lezioni in aula con eventuale uso di casi, quest’anno il master si è arricchito di una componente di e-learning sperimentale, che prevediamo di continuare ed espandere. Inoltre la modalità a distanza potrà essere utile per favorire una maggiore interazione con i docenti anche come supporto alla realizzazione dei project work.
|